Un’esperienza di downshifting tecnologico

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Downshift è un termine inglese mutuato dal mondo dei veicoli a motore; significa scalare nel senso di passare da una marcia più alta a una marcia più bassa quando si guida un’automobile (‘change to a lower gear in a motor vehicle or bicycle’).

Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all’Università di Milano, nel suo libro ‘Entro 48 ore‘, edito da Marsilio, ci racconta la sua personale esperienza di ‘downshifting tecnologico‘. Per sei mesi si è imposto di rallentare la sua presenza nel mondo digitale.

La copertina del libro di Giovanni ZIccardi 'Entro 48 ore' - Marsilio Editori
La copertina del libro di Giovanni Ziccardi ‘Entro 48 ore’ – Marsilio Editori

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Socrative ovvero l’arte di porre le domande

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Alla maieutica ovvero al metodo socratico devono essersi ispirati i creatori della piattaforma www.socrative.com per dare il nome al loro sito.

La home page del sito www.socrative.com
La home page del sito http://www.socrative.com

Si tratta di una piattaforma web per realizzare e proporre in aula test a risposta multipla, vero-falso, risposta breve, sfruttando i dispositivi mobili a disposizione degli allievi (smartphone, tablet, notebook). Leggi il seguito di questo post »

The night school

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Gerrit (o Gerard) Dou (Leida, 1613 – Leida, 1675) è stato un pittore del Secolo d’oro della pittura olandese. Contemporaneo di Vermeer e di Rembrandt, fu apprendista nella bottega di quest’ultimo per tre anni. Nel 1632 si stabilì a Leida come pittore indipendente.

I suoi quadri ritraggono scene della vita quotidiana, in genere sono di piccole dimensioni e molto ricchi di particolari. Gerrit Dou perfezionò la tecnica del chiaroscuro, realizzando quadri con scene notturne al lume di candela.

Tra questi, esposto al Rijksmuseum di Amsterdam, vi è la tela intitolata ‘The night School’ ovvero ‘Scuola serale’ detto anche quadro delle quattro candele per via delle quattro fonti di luce che illuminano la scena.

Gerrit Dou 'A night school' - Rijksmuseum di Amsterdam
Gerrit Dou ‘A night school’ – Rijksmuseum di Amsterdam

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Un ‘nascondiglio di neve’ per i nostri dati sensibili

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L’11 giugno 2013 scoppiava il caso Snowden, dal nome del tecnico informatico americano che aveva lavorato per la CIA e che aveva rivelato al quotidiano britannico Guardian i segreti del programma denominato Prism per la raccolta e il controllo dei dati su Internet.

Edward Snowden,che si trovava ad Hong Kong, fece perdere le sue tracce proprio un anno fa per non essere estradato e giudicato negli Stati Uniti per alto tradimento.

Edward Snowden
Edward Snowden

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Un antenato romano per Bart Simpson

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Fine anni Ottanta

Quando Matt Groening si recò negli studi della Twentieth Century Fox per proporre per la prima volta i personaggi della famiglia Simpson, diede ad essi, mentre aspettava di essere ricevuto nello studio del produttore televisivo J. L. Brooks , i nomi dei membri della sua famiglia: Homer e Marge come i suoi genitori, Lisa e Maggie come le sue sorelle minori.

Bart è invece l’anagramma di brat che in inglese significa monello. Bart Simpson ha i capelli formati da nove punte. Nessun altro personaggio dei Simpson ha gli stessi capelli.

Nell’introduzione al libro ‘I Simpson – La guida completa alla nostra famiglia preferita’ edizione italiana Rizzoli, Matt Groening dice tra l’altro:

[…]
Così, migliaia di ore più tardi, dopo aver visto e rivisto ogni episodio mille volte e ancora, dopo aver controllato ogni fatto sui copioni, nelle sceneggiature e sui disegni originali, questo è il risultato. Sarete felici di scoprire che, nel fare questo lavoro, diciassette persone sono diventate completamente pazze, tanto perché poteste sapere, senza contarle da voi, che i capelli di Bart Simpson hanno nove punte.

La copertina del libro 'I Simpson – La guida completa alla nostra famiglia preferita' edizione italiana Rizzoli
La copertina del libro ‘I Simpson – La guida completa alla nostra famiglia preferita’ edizione italiana Rizzoli

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29 maggio 1953: prima scalata dell’Everest

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Maggio è il mese delle scalate all’Everest  (in tibetano Chomolangma, madre dell’universo).

La maggior parte delle ascensioni alla montagna più alta della terra (8848 metri) viene infatti effettuata nel mese di maggio prima dell’arrivo del monsone estivo. Le condizioni meteorologiche e della neve al suolo vengono considerate ottimali dagli alpinisti.

Fu proprio il 29 maggio 1953 (esattamente 61 anni fa) che venne compiuta la prima scalata all’Everest dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa Tenzing Norgay.

Edmund Hillary e Tenzing Norgay
Edmund Hillary e Tenzing Norgay

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La incredibile e triste storia della candida Elizabeth e di suo marito snaturato

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Si racconta che John Everett Millais abbia dipinto il suo celebre quadro Ofelia in due tempi: gli alberi, le piante, i fiori, en plein air come gli Impressionisti; la donna distesa nell’acqua in studio, usando come modella Elizabeth Siddal, icona della Confraternita dei Preraffaelliti, immersa in una tinozza riscaldata con delle lampade.
Un giorno il sistema di riscaldamento dell’acqua si spense, ma la bella Elizabeth continuò a posare imperterrita per l’artista, prendendosi una bronchite; questo episodio fece infuriare suo padre che chiese al pittore il rimborso delle spese mediche sostenute per farla curare.
Elizabeth fa capolino in diversi quadri, fra i settanta di proprietà della Tate Britain di Londra, ed esposti a Palazzo Chiablese a Torino per la mostra ‘Preraffaelliti l’utopia della bellezza’.
Nei poster pubblicitari della mostra sparsi nella città è riprodotto proprio il celebre quadro Ofelia di John Everett Millais.

Particolare del quadro Ofelia del pittore preraffaellita John Everett Millais tratto dalla locandina della mostra 'Preraffaelliti. L'utopia della bellezza' a Palazzo Chiablese nel Polo Reale di Torino
Particolare del quadro Ofelia del pittore Preraffaellita John Everett Millais tratto dalla locandina della mostra ‘Preraffaelliti. L’utopia della bellezza’ a Palazzo Chiablese nel Polo Reale di Torino

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