Studenti

Ragazzi mutilati. Gli alunni stranieri nella scuola italiana (parte 2 di 3)

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Sulla base dei dati statistici riportati nella prima parte e della mia esperienza di insegnante, vorrei esaminare adesso due condizioni diverse: quella di chi entra per la prima volta nel sistema scolastico italiano e quella della “seconda generazione”, cioè dei figli nati in Italia da genitori stranieri, che sono ormai la maggioranza.

Chi è appena arrivato

“Un ragazzo che, al di là di ogni ragione di cultura, non ha accesso alla nostra casa comune, la lingua nazionale, è un ragazzo mutilato. È la prima delle esclusioni ed essa, come le altre, alimenterà un giorno la violenza”. Il ministro dell’istruzione francese nel 2002 introduceva così una presentazione dei nuovi programmi della scuola media.

Alunni Stranieri 3

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Un silenzio catastrofico. Gli alunni stranieri nella scuola italiana (parte 1 di 3)

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“Ma se si perde loro la scuola non è più scuola.
È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile”
(Lettera a una professoressa)

Cominciamo con i dati.

Che il numero degli studenti stranieri nella scuola italiana sia in crescita ormai da una ventina d’anni lo sanno tutti. Ma quanti sono questi studenti, come sono distribuiti, e qual è il loro andamento?

Secondo il rapporto del Miur (Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano   a.s 2013-14) gli alunni di cittadinanza non italiana sono il 9% del totale, un po’ più numerosi dalla scuola dell’infanzia alla fine delle medie (circa il 10%), quasi il 7% nelle superiori. A Torino, Milano e in altre grandi città del Nord sono però quasi il 20%.

Alunni Stranieri 2

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Socrative ovvero l’arte di porre le domande

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Alla maieutica ovvero al metodo socratico devono essersi ispirati i creatori della piattaforma www.socrative.com per dare il nome al loro sito.

La home page del sito www.socrative.com
La home page del sito http://www.socrative.com

Si tratta di una piattaforma web per realizzare e proporre in aula test a risposta multipla, vero-falso, risposta breve, sfruttando i dispositivi mobili a disposizione degli allievi (smartphone, tablet, notebook). Leggi il seguito di questo post »

Il dado è tratto

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Ed eccoci arrivati in dirittura di arrivo.

Non credevo che sarei riuscita a portare a termine un progetto simile. Credevo che avrei mollato tutto a metà: orari, materie, tutto nuovo. Ho dovuto riorganizzare la mia vita, ma non avrei mai rinunciato, anche se durante il percorso alcune situazioni spiacevoli hanno cercato di ostacolarmi.

In ogni caso, ha vinto la forza di volontà e posso aggiungere che comunque vada, mi sento davvero orgogliosa di me stessa. Sono sempre stata una persona insicura, non che adesso sia diventata la persona più estroversa del mondo, e il fatto di trovarmi in mezzo a tanti ragazzi così giovani, inizialmente mi aveva spiazzato e non poco. Leggi il seguito di questo post »

Intervista a Marco Aime

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In occasione dell’incontro con gli studenti dell’Avogadro, per la presentazione del suo libro ‘All’Avogadro si cominciava a ottobre’, siamo riusciti a intervistare Marco Aime, docente di antropologia all’Università di Genova ed ex allievo dell’Istituto Avogadro.

Ringraziamo il prof. Aime per la sua disponibilità e cortesia.

Marco Aime Copertina libro

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Perchè vado a scuola

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Rinchiudersi, per propria scelta, tutte le sere, fra quattro mura. Niente più cinema,  partite di calcio alla tv, cene con gli amici. E anche trovare affetti nuovi o coltivarne di vecchi diventa complicato. Rinchiudersi per  ascoltare,cercare di capire,prendere appunti,fare fatica lottando con la stanchezza che pesa come un macigno dopo una giornata di lavoro. Andare alle scuole serali quando si sono superati i 50 anni.

Tutto questo si può spiegare con motivazioni forti. Riprendere un cammino interrotto tanti anni prima,cercare di ottenere un titolo di studio per un avanzamento di carriera o anche, semplicemente, per una soddisfazione personale. Esiste però un altro motivo per una scelta come questa. La curiosità. Scoprire ciò che ancora non si conosce non solo per un fine pratico ma per il gusto stesso della scoperta. Leggi il seguito di questo post »

Una classe di amici

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Che dire? Sono uno studente del serale giunto all’ultimo agognato anno. Un percorso che iniziò nel settembre del 2011 e che quest’anno giungerà al termine (spero nel migliore dei modi per tutta la mia classe xD ).

In tre anni ho conosciuto molte persone e ho imparato molto da ognuna di esse. Perché la scuola oltre a svolgere la propria mansione più classica ti permette anche di confrontarti con altre persone e ti da’ la possibilità di apprendere non solo attraverso i libri e le lezioni ma proprio attraverso le persone stesse, con le loro esperienze e la loro storia.

Come dicevo in precedenza: ultimo anno! Lo si sogna dal momento dell’iscrizione (quasi tutti lo fanno), lo si aspetta con trepidante attesa con la gioia di poter finalmente arrivare al traguardo e conseguire l’obiettivo, ed è così anche per me! Leggi il seguito di questo post »