Un ‘nascondiglio di neve’ per i nostri dati sensibili

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L’11 giugno 2013 scoppiava il caso Snowden, dal nome del tecnico informatico americano che aveva lavorato per la CIA e che aveva rivelato al quotidiano britannico Guardian i segreti del programma denominato Prism per la raccolta e il controllo dei dati su Internet.

Edward Snowden,che si trovava ad Hong Kong, fece perdere le sue tracce proprio un anno fa per non essere estradato e giudicato negli Stati Uniti per alto tradimento.

Edward Snowden
Edward Snowden

Da allora tutti noi siamo più consapevoli del fatto che i nostri dati sensibili che viaggiano su Internet sono al sicuro come in un ‘nascondiglio di neve’ (Snow-Den in inglese, scusate il gioco di parole) in una torrida giornata di agosto.

E’ di qualche mese fa la scoperta di Heartbleed, un bug di sicurezza che si trova nella libreria crittografica open-source, OpenSSL, che viene usata in milioni di siti per garantire la sicurezza delle password e delle informazioni riservate.

Qualche giorno fa il gigante della telefonia Vodafone ha ammesso che tra i 29 paesi in cui opera ce ne sono almeno 6 in cui il governo intercetta illegalmente milioni di telefonate tra i suoi utenti.

Addirittura il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg ha formulato nel marzo scorso un duro “j’accuse” sulla condotta del governo americano per quanto riguarda la tutela della privacy in rete:

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

“Quando i nostri ingegneri lavorano instancabilmente per migliorare la sicurezza immaginiamo che dobbiamo proteggerci dai criminali, non dal nostro governo, che dovrebbe essere il numero uno per la connessione internet, non una minaccia. C’è bisogno che il loro operato sia molto più trasparente di quanto lo sia ora, o la gente penserà il peggio”.
“Ho chiamato il presidente Obama per esprimere la mia frustrazione per il danno che il governo sta creando a tutto il nostro futuro – ha proseguito Zuckerberg -. Purtroppo, sembra che ci vorrà molto tempo per una vera riforma organica. Quindi tocca a noi, a tutti noi, creare la rete che vogliamo. Insieme possiamo costruire uno spazio più ampio di quanto lo sia oggi in tutto il mondo, più sicuro e più protetto”.

Cosa resta quindi dell’articolo 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

‘Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.’

Anche se con Internet è cambiata la nostra percezione della privacy (Facebook insegna) è difficile rassegnarsi a questa palese e costante violazione di un diritto fondamentale.

Ed è così che in rete molti recepiscono questa esigenza e rilanciano servizi innovativi più attenti al rispetto di questo diritto.

Ve ne segnaliamo due interessanti:

  • il motore di ricerca DuckDuckgo, fondato da Gabriel Weinberg,che promette di non immagazzinare informazioni sulle ricerche degli utenti
Il motore di ricerca DuckDuckGo
La home page del motore di ricerca DuckDuckGo
  • la nuova piattaforma di posta elettronica ProtonMail, nata dall’idea di un ricercatore del CERN, i cui server si trovano tutti in Svizzera e che si vanta di essere totalmente a prova di Nsa.
Il servizio di posta elettronica ProtonMail
La home page del servizio di posta elettronica ProtonMail
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