L’Europa è alla canna del gas?

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Se la risposta è si, da questa settimana può scegliere se usare il gas siberiano o quello americano.
Il Presidente degli Stati Uniti Obama ha promesso di liberalizzare le esportazioni del gas americano verso l’Europa.
Resta da capire come arriverà il gas sul vecchio Continente, ma il più è fatto.

 

Summit EU-US

L’Europa invece, e la sua indipendenza, restano ancora un sogno, non essendoci ‘l’indipendenza geologica’ ovvero quella della materie prime e dell’energia, come ha detto un intellettuale francese.
E proprio di questo intellettuale francese riportiamo dei brani a proposito dell’Europa tratti da un suo libro.

[…]
Ma se si parla di “indipendenza europea”, sembra che ci si stia scordando che il valore “Europa” è stato lanciato nel 1947-1949 come un contenuto ideologico antitetico rispetto alla proposta comunista, una sorta di “anche noi abbiamo qualcosa da proporre”. A quei tempi si era alla ricerca di un’immagine di facciata, e “fare l’Europa” costituì subito un pezzo pregiato nell’equilibrio dello scacchiere della Guerra Fredda.
[…]
Sulle prime, la cosa significava un “esercito europeo”; in seguito, quando il benessere economico ha sostituito il senso di insicurezza, si è trasformata in “società multinazionali”. Non che ci fosse una reale volontà di cambiare le cose; prima c’era l’esigenza di difendersi e, in seguito, quella di consolidare e rafforzare il benessere economico. Quel “fare l’Europa” si è basato ai suoi inizi sul potenziale militare, industriale ed energetico degli Stati Uniti, per poi assestarsi sulle risorse naturali del terzo mondo “in modo da sfuggire al dominio americano” e dar vita così a un nuovo Stato, una potenza sovranazionale all’interno della quale, tuttavia, la Francia sarebbe rimasta la Francia, la Germania la Germania, l’Inghilterra l’Inghilterra – qualcosa del tipo “non so più quali spazi occupare”, una variazione sul tema del risentimento da parte dei vecchi padroni del mondo.
[…]
Ma è ben vero che la Comunità esiste. È vero che è un matrimonio d’interesse, con il concetto di comunità ridotto a comunione dei beni, notariato in stile Ottocento. Ma ormai c’è, e possiamo ipotizzare ulteriori progressi materiali: una forma associativa ancora più stretta e un nuovo balzo in avanti della produzione, della distribuzione, dei consumi e del livello di ricchezza… E niente ci impedirà – nell’attesa della Cina – di aiutare il terzo mondo a incamminarsi nella stessa direzione.
[…]

La visione è sicuramente pessimista, l’intellettuale in questione è Romain Gary, combattente per la libertà della Francia occupata dai nazisti, decorato con la Legion d’onore, diplomatico e scrittore vincitore di due premi Goncourt (il secondo sotto falso nome).
Il romanzo La notte sarà calma è la sua autobiografia in forma di intervista pubblicato in Francia nel 1974.

La notte sarà calma

A quaranta anni di distanza, la sua opinione sull’Europa sembra oggi più che mai attuale, con l’ultradestra di Le Pen che si afferma in maniera clamorosa alle elezioni francesi e con mezza Europa che non ne vuole più sapere dell’euro.
Il brano è tratto dalla versione italiana del libro edito da Neri Pozza.

Tra i numerosi libri di Romain Gary, ricordiamo anche Educazione europea, da Sartre giudicato il miglior libro mai scritto sulla Resistenza.

Educazione Europea

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